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Chi siamo

Rent2Sell nasce da un’idea di giovani imprenditori con esperienza pluriennale nel campo immobiliare. Siamo esperti in affitti di breve periodo e abbiamo costruito negli anni un network di collaborazioni per cui riusciamo a vendere il tuo immobile senza costi di agenzia e allo stesso tempo generare per te una rendita dal tuo immobile finchè non lo abbiamo venduto.

Metodo Rent2Sell

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Cosa dicono i nostri clienti

Grazie a Rent2Sell in pochi mesi ho venduto il mio appartamento al prezzo desiderato senza pagare alcuna commissione di agenzia. Durante la vendita, grazie al sistema degli affitti brevi ed a Rent2Sell, avevo delle entrate extra che ho utilizzato per pagare tutte le spese della casa e qualche piacere personale.

Bernardo - Milano, zona Buenos Aires.

Inizialmente ero un po scettica sul loro metodo di lavoro, ma poco dopo ho scoperto un nuovo modo di vendere casa senza spese e con la piacevole sorpresa di entrate mensili grazie alla gestione degli affitti brevi. Grazie Rent2Sell!

Giliola - Milano zona Porta Venezia

Ho delineato insieme allo staff Rent2Sell la miglior strategia di vendita e affitto del mio appartamento. Dal primo contatto mi hanno ispirato fiducia ricambiata con la gestione completa degli affitti brevi senza alcun pensiero per tutto l’iter collaborativo.

Luigi - Milano, zona Stazione Centrale

News

Quando può essere utile l’affitto breve.

Il più delle volte gli affitti brevi vengono richiesti dai turisti ma anche da chi, per esigenze lavorative o personali, deve vivere per un determinato periodo di tempo lontano dalla sua residenza abituale, avendo bisogno di una casa per tutta la durata del periodo: lavoratori fuori sede, pazienti in cura presso un ospedale, lavori in corso presso l’abitazione principale ecc.

In tutti questi casi, vista la obiettiva transitorietà del bisogno, si ricorre a questi speciali contratti che regolarizzano una situazione che in passato era stata spesso oggetto di disputa per una carenza normativa da parte del legislatore, che non prevedeva contratti più brevi del tradizionale contratto con durata di 4 anni con il rinnovo automatico di altri 4 anni alla scadenza del termine.

Si tratta di soluzioni utilizzate anche da chi viaggia, da chi preferisce pernottare in un appartamento piuttosto che in un albero o bed and breakfast: sono sempre di più le persone che per risparmiare sull’alloggio optano per questa opzione, che si sta diffondendo a macchia d’olio raggiungendo target di pubblico sempre più ampi.

Mercato immobiliare: compravendite e mutui di fonte notarile.

Nel secondo trimestre 2017 le convenzioni notarili di compravendite per unità immobiliari (199.941) crescono su base congiunturale dell'1,5% (+1,4% il settore dell'abitativo e +2,4% il comparto economico).

La crescita congiunturale interessa tutto il territorio nazionale sia per il complesso delle compravendite sia per quelle ad uso abitativo, con aumenti più significativi al Sud (+3,3% e +3,2% rispettivamente). Anche per il comparto economico l'incremento maggiore si registra al Sud (+4,9%), mentre nelle Isole e al Centro la variazione è negativa (-2,1% e -0,6%).

In termini tendenziali le compravendite di unità immobiliari aumentano del 2,7% (settore abitativo +2,8% e comparto economico +2,5%), in un contesto di progressivo rallentamento della crescita a partire dal terzo trimestre 2016.

L'aumento su base annua interessa tutte le ripartizioni geografiche per il settore dell'abitativo, con gli incrementi più significativi nel Nord-ovest (+3,8%) e al Centro (+3,3%). Il comparto economico cresce in modo più consistente nel Nord-est e nel Nord-ovest (+5,7% e +3,7%) mentre rimane pressoché stazionario nelle altre aree del Paese.

La crescita tendenziale interessa sia le città metropolitane sia i piccoli centri: per l'abitativo rispettivamente +2,6% e +2,9%, per l'economico +4,6% e +1,1%.

Il 93,9% delle convenzioni stipulate riguarda trasferimenti di proprietà di immobili ad uso abitativo (187.839), il 5,5% quelli ad uso economico (10.994) e lo 0,6% quelli ad uso speciale e multiproprietà (1.108).

Le convenzioni notarili per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare (111.235) registrano una flessione del 2,0% rispetto al trimestre precedente e un aumento dell'1,3% su base annua.

La flessione congiunturale interessa tutto il territorio nazionale, ad esclusione del Sud che si mantiene stabile. In termini tendenziali la crescita interessa Nord-ovest (+3,6%), Sud (+2,5%) e Centro (+0,7%); Nord-est e Isole registrano invece un calo (-1,4% e -0,6% rispettivamente). Le città metropolitane segnano un aumento del 3,6%, i piccoli centri un leggero decremento pari allo 0,4%.

Nel confronto con lo stesso periodo del 2016 il primo semestre 2017 mostra segnali di espansione sia per le compravendite (+4,4%) che per i mutui (+5,5%).

Fonte ISTAT.IT

Tassa Airbnb: avvio e sanzioni

Ad accogliere la tesi del nuovo portale dedicato agli affitti di immobili e stato il Consiglio di Stato, che ha accolto il ricorso al Tar di Airbnb e disposto la fissazione dell’udienza di merito da parte del Tribunale amministrativo regionale.

Ricordiamo brevemente che la cosiddetta tassa Airbnb è stata introdotta dalla manovra bis (Dl 50/2017), si applica alle locazioni per periodi inferiori ai 30 giorni e prevede l’applicazione di un’aliquota del 21%, che viene versata al Fisco direttamente dall’intermediario, anche quando si tratta di un portale online e non ha residenza fiscale in Italia.

La manovra correttiva della Legge di Stabilità 2017 (Dl 50/2017) ha introdotto novità in tema di tassazione per gli affitti brevi (fino a 30 giorni) gestiti attraverso piattaforma come il ben noto Airbnb, o altro portale web o intermediario, ora obbligati al versamento della cedolare secca al 21%.

Il provvedimento ha una previsto una nuova procedura con maggiori adempimenti per gli intermediari con l’obiettivo di fare in modo che tale imposta sull’affitto venga effettivamente versata all’Erario, diversamente da quanto avvenuto finora. Per lo scopo sono state disposte sanzioni per l’intermediario inadempiente fino a 2.000 euro.

Fonte PMI.IT

Tassazione del canone di locazione: cedolare o regime ordinario

Per quello che concerne il canone di locazione vi rimando agli articoli di approfondimento mentre qui, in estrema sintesi vi anticipo che potreste essere tassati al 21% se trattasi di cedolare secca oppure andate per scaglioni di reddito Irpef che, come ormai ben saprete frequentando questo sito, partono dal 23%.

Sulla tassazione ordinaria si applicherà una deduzione forfettaria del 5% sui canoni riscossi per cui la base imponibile su cui applicare il 23% sarà il 95% del canone riscosso e non il 100% come avviene per la cedolare. Questo per dirvi che un calcolo della tassazione con entrambi i regimi fatelo per valutarne la convenienza. Non stiamo parlando di cifre enormi per affitti di piccole case vacanze per cui a parità sceglierei la cedolare secca per il minore aggravio amministrativo.

Fonte : TASSE-FISCO.COM

Gli obblighi per l’affitto a breve termine: mettersi in regola

In Italia il turismo è regolato dagli organismi regionali, quindi il riferimento per chi vuole guadagnare con l’affitto temporaneo a Milano è la legge n° 27 del 1 ottobre 2015, che norma anche le strutture ricettive extra alberghiere, quali appunto gli appartamenti:

Sono definite case e appartamenti per vacanze le strutture ricettive gestite in modo unitario e organizzate per fornire alloggio e eventualmente servizi complementari, in unità abitative, o parti di esse, con destinazione residenziale, composte da uno o più locali arredati e dotati di servizi igienici e di cucina e collocate in un unico complesso o in più complessi immobiliari. [Sezione II, art. 26-1]

In particolare, la legge elenca gli obblighi da osservare per sfruttare l’affitto temporaneo come fonte di reddito:

  • Dichiarazione di avvio dell’attività di casa vacanza al Comune di Milano. È un’operazione che deve essere svolta online sul portale del SUAP (Sportello Unico Attività Produttive): si accede al Front Office dopo essersi registrati e si compila la pratica. Attenzione perché questa compilazione richiede anche la planimetria catastale dell’appartamento in formato .pdf;
  • Comunicazione dei dati degli ospiti alla Questura di Milano. Anche questa è un’operazione da eseguire online, precisamente sul Portale Alloggiati della Polizia di Stato. Il servizio richiede delle credenziali di accesso; per ottenerle serve compilare un modulo che identifica la struttura ricettiva e presentarlo all’Ufficio notifiche alloggiati della Divisione Anticrimine, in via Fatebenefratelli n° 11 a Milano, o tramite PEC. Insieme al modulo serve presentare anche copia del documento di identità e la dichiarazione di inizio attività certificata dal Comune;
  • Comunicazione dei flussi turistici alla Regione, ovvero dichiarazione di quanti ospiti hanno soggiornato presso l’appartamento e del loro paese di provenienza. Questa comunicazione è da inoltrare entro il 5 di ogni mese a [manca il documento ufficiale, chiamare questo numero: 0277404304], utilizzando un documento apposito.
  • Raccolta della tassa di soggiorno, che a Milano per le CAV ammonta a 2 € a notte per ogni ospite che soggiorna. Il proprietario di casa è anche tenuto in questo caso a esporre all’interno dell’appartamento il materiale informativo ufficiale, nel quale sono tra l’altro esposti i casi in cui l’ospite è esentato dal pagamento. Nel caso in cui un ospite si rifiuti di pagare la tassa, occorre compilare il modulo A3;
  • Versamento della tassa di soggiorno nelle casse del Comune. Deve essere effettuato una volta al mese, entro il 15 del mese successivo a quello interessato.

Per pagare è necessario seguire una procedura non proprio lineare:

  • Per mettersi in condizione di pagare bisogna registrarsi al GEIS, che è un applicativo per inviare la dichiarazione mensile della cifra raccolta.
  • Per registrarsi occorre spedire all’indirizzo dedicato (ELE.impostasoggiorno@comune.milano.it) il modulo per la “Richiesta di abilitazione ai servizi on-line per l’imposta di soggiorno”. Nel caso gli appartamenti gestiti siano più d’uno, occorrerà spedire più moduli;
  • Una volta ricevute le credenziali si accede al GEIS per inviare la dichiarazione di quanti ospiti hanno pernottato presso il proprio appartamento e di quante notti in totale ha soggiornato ognuno di essi. Una volta inviata la dichiarazione il sistema restituisce una ricevuta con il codice relativo;
  • A questo punto si può pagare attraverso bonifico bancario, inserendo il codice nella causale di pagamento ed effettuando il versamento agli estremi bancari del comune, oppure attraverso il MAV.

A questi obblighi vanno naturalmente aggiunti quelli riguardanti la stipula del contratto: a seconda della durata dell’affitto e della necessità del momento si potrà infatti scegliere quale formula usare tra quelle descritte sopra.

È da ricordare inoltre che serve una dichiarazione anche nel caso in cui si cessi l’attività, sia temporaneamente che definitivamente.

Fonte :HINTOWN.COM

Per i gestori di strutture ricettive

Il codice del turismo (dlgs 23 maggio 2011, n. 79) entrato in vigore il 21 giugno ha di fatto abrogato la legge 29 marzo 2001 n. 135. L’articolo 8 della legge 135/2001 nel riscrivere completamente l'art. 109 del Tulps non ha previsto per la sua violazione, una specifica sanzione, pertanto nell'ipotesi in cui si accerta tale infrazione, deve applicarsi l'art. 17 del T.U.L.P.S. norma che prevede, per chi violi tale disposizione di legge, l'arresto fino a tre mesi o l'ammenda fino ad € 206,00.

L’art. 109 del TULPS stabilisce che i gestori di esercizi alberghieri e di altre strutture ricettive, comprese quelle che forniscono alloggio in tende, roulotte, nonché i proprietari o gestori di case e di appartamenti per vacanze e gli affittacamere, ivi compresi i gestori di strutture di accoglienza non convenzionali, ad eccezione dei rifugi alpini inclusi in apposito elenco istituito dalla regione o dalla provincia autonoma, possono dare alloggio esclusivamente a persone munite della carta d’identità o di altro documento idoneo ad attestarne l’identità secondo le norme vigenti.

Il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza prevede per i gestori delle strutture ricettive l’obbligo di:

  • Dare alloggio esclusivamente a persone munite della carta di identità o di altro documento idoneo ad attestarne l’identità; per gli stranieri è sufficiente il passaporto o altro documento considerato equivalente;
  • Consegnare ai clienti alloggiati una scheda di dichiarazione delle generalità conforme al modello approvato dal Ministro dell’Interno, sottoscritta dal cliente e numerata progressivamente. Per nuclei familiari e gruppi guidati, è sufficiente la sottoscrizione di uno dei coniugi o del capogruppo.
  • Comunicare giornalmente all’autorità di pubblica sicurezza l’arrivo delle persone alloggiate, mediante consegna di copia della scheda o comunicazione, anche con mezzi informatici, secondo modalità stabilite con decreto del Ministero Interno.

Per meglio comportarsi, è opportuno sentire l’autorità di pubblica sicurezza competente per territorio in merito a tale comunicazione. Le strutture interessate sono quelle indicate nel comma 1 dell’art. 109, e precisamente: i gestori di esercizi alberghieri e di altre strutture ricettive, comprese quelle che forniscono alloggio in tende, roulotte, nonché i proprietari o gestori di case e di appartamenti per vacanze e gli affittacamere, ivi compresi i gestori di strutture di accoglienza non convenzionali. Sono esclusi i rifugi alpini, inclusi in apposito elenco istituito dalla Regione o dalla Provincia autonoma. Il Ministero dell’interno, con la Circolare del 29 luglio 2005 n. 557 (pubblicata G.U. del 30 agosto 2005 n. 201), al fine di garantire uniformità di comportamento su tutto il territorio nazionale è tornata sull’argomento puntualizzando sia le strutture interessate che le modalità di controllo. La Circolare precisa che l’obbligo sussiste anche per quelle strutture che esercitano saltuariamente il servizio di alloggio e prima colazione (bed breakfast), anche nel caso di disciplina regionale discordante.

Prima di procedere ad eventuali verifiche, i Questori dovranno accertare il regime autorizzatorio in vigore nelle rispettive Regioni “al fine di modulare opportunamente le modalità del controllo” appropriate alla tipologia di esercizio ricettivo in questione. Secondo quanto stabilito dall’art. 16 del T.U.L.P.S., gli ufficiali e gli agenti di pubblica sicurezza hanno, infatti, “facoltà di accedere in qualunque ora nei locali destinati all’esercizio di attività soggette ad autorizzazioni di polizia e di assicurarsi dell’adempimento delle prescrizioni imposte dalla legge, dai regolamenti o dall’autorità”.

Dunque, le verifiche in questione, in questo specifico caso, potranno essere attivate solo nel caso in cui l’attività ricettiva sia soggetta ad autorizzazione comunale di pubblica sicurezza, naturalmente sempre nell’assoluto rispetto delle attività private.

Nel caso negativo, e, comunque, quando risulti impossibile distinguere fra luoghi riservati al privato domicilio e luoghi di esercizio dell’attività autorizzata, ovvero fra attività ricettiva ed altra fattispecie di alloggio, ”si procederà sulla scorta della documentazione e delle informazioni acquisite, interessando, all’occorrenza, l’autorità competente a conoscere il fatto e ad irrogare la sanzione, in relazione alla norma eventualmente violata”.

Fonte : QUESTURE.POLIZIADISTATO.IT

Gli obblighi dell’affitto a breve termine: mettere in regola l’appartamento

Uno dei vantaggi delle locazioni brevi in appartamento è che non è richiesto il cambio di destinazione d’uso (che resta residenziale) e non richiedono interventi strutturali particolari, a differenza per esempio dei bed and breakfast che tra le altre cose impongono un numero di bagni correlato ai posti letto.

Esistono comunque alcune disposizioni da osservare:

Nell’appartamento devono essere esposti i prezzi massimi applicati in almeno due lingue straniere;

Il proprietario di casa deve stipulare obbligatoriamente una polizza di responsabilità civile nei confronti degli ospiti;

L’appartamento deve avere una dichiarazione di conformità a regola per l’impianto del gas e l’impianto elettrico. È un documento da non confondere con il certificato di classe energetica: è invece una descrizione di come è stato effettivamente realizzato l’impianto dal punto di vista tecnico e serve a ottenere il certificato di agibilità.

Quello appena tratteggiato è un quadro che accorpa norme recenti e meno recenti, disposizioni alberghiere adattate e obblighi redatti ad hoc per le case vacanza: l’affitto breve e le sue declinazioni sono infatti materia recente, e questa regolamentazione è la conseguenza della sua diffusione sempre maggiore, soprattutto negli ultimi cinque anni.

Cambiamenti e aggiornamenti sono quindi sempre possibili.

Fonte :HINTOWN.COM

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